Informazioni sul sangue e sulla donazione

Nel campo medico il bisogno di sangue è una necessità costante. Il progresso della medicina, della chirurgia specializzata, dei trapianti, delle terapie antineoplastiche, richiede sempre maggiore disponibilità di sangue, così come la maggiore incidenza di interventi dovuti alla traumatologia stradale e ad incidenti sul lavoro.
Si stima normalmente che vi sia bisogno di 40 unità di sangue all'anno ogni 1.000 persone, cioè circa 2.400.000 unità per la sola Italia. In Toscana il bisogno di sangue è cresciuto fino a 45-50 unità per 1000 abitanti. Per raggiungere questi numeri non bastano più gli attuali Donatori periodici (una volta ogni 90 giorni), ma occorrono sempre più nuovi Donatori volontari.


Perché donare il sangue

Il sangue non è riproducibile artificialmente. Donare il sangue è un naturale atto d'amore verso gli altri, ma è anche una scelta di solidarietà sociale, compiuta attraverso un gesto semplice ma fondamentale che può salvare la vita di molte persone. È sbagliato pensare che il sangue sia necessario solo in casi di emergenza: per alcuni malati è una necessità quotidiana.
Donare sangue è sicuro: il prelievo è eseguito da operatori qualificati che utilizzano materiale sterile monouso. La visita medica e gli esami di laboratorio, che vengono effettuati in occasione della donazione, costituiscono anche una eccellente opportunità per tutelare la salute del Donatore.


L'unità di sangue

Un'unità di sangue è costituita da circa 450 ml di sangue, che viene raccolto durante una sola donazione. I soggetti sani hanno circa 5-6 litri di sangue e possono tranquillamente perderne una quantità pari a 8-9% del volume totale, equivalente a una unità di sangue. Il sangue viene raccolto utilizzando materiale sterile ed apposite sacche di raccolta contenenti una soluzione anticoagulante (più le le fiale necessarie per gli esami di laboratorio).
II sangue donato viene rigenerato dall'organismo del Donatore in poco tempo: bastano solo poche ore per tornare ad avere le stesse quantità di plasma e piastrine che si avevano prima della donazione, e massimo una settimana per rigenerare i globuli rossi. Ciò è possibile perché ognuno di noi ha una scorta che è posta nelle ossa lunghe (femori, omeri, tibie), nel fegato e nella milza e, in minore quantità, nelle ossa piatte come il cranio, lo sterno e il bacino. Il nostro organismo è attentissimo alle proprie esigenze e ha la capacità di “sentire” tutto ciò che accade in se stesso (questo "sentire" i medici lo chiamano "omeostasi"), perciò provvede ad aggiustare ciò che non è più confacente alle sue esigenze, facendo rientrare in circolo, cioè nelle vene, quanto necessita.


Tipi di donazioni

Le donazioni sono sostanzialmente di due tipi: la donazione di sangue intero e la donazione di emocomponenti. Si differenziano nel fatto che la seconda viene eseguita tramite aferesi, che consiste nella rimozione dal sangue di una o più delle sue componenti, restituendo al donatore la quota che non s’intende trattenere. Questo permette di non sprecare sangue e di utilizzarlo al meglio, per esempio evitando di dare a chi ha bisogno solo di plasma anche globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Normalmente il sangue raccolto tramite una donazione di sangue intero non viene utilizzato come tale, ma, mediante una particolare procedura chiamata “frazionamento”, viene separato nei suoi costituenti. Da una singola unità di sangue intero è possibile ottenere tre unità di emocomponenti: a) i globuli rossi concentrati, b) le piastrine, c) il plasma. Quasi sempre sono questi gli emocomponenti che vengono utilizzati a scopo trasfusionale.
Con la aferesi si può invece raccogliere plasma (plasmaferesi), piastrine (piastrinoaferesi), globuli rossi (eritroaferesi), globuli bianchi (leucaferesi). La più comune è la plasmaferesi.
La donazione di sangue intero dura tra i 5 e i 10 minuti; il tempo della donazione tramite aferesi può invece variare tra i 30 e i 60 minuti.


Frequenza delle donazioni

Il sangue intero può essere donato:
  • 4 volte all'anno per l’uomo;
  • 2 volte all'anno per la donna (in età fertile).
Le donazioni di plasma possono effettuarsi con intervalli minimi di almeno 14 giorni, ma con questi limiti:
  • prelievo massimo per seduta: 650 ml;
  • prelievo massimo al mese: 1,50 litri;
  • prelievo massimo all'anno: 10 litri.
Le piastrine possono essere donate massimo 6 volte all'anno.

Questi sono gli intervalli minimi da rispettare fra le donazioni:
  • fra due donazioni di plasma: 14 giorni;
  • fra plasma e sangue intero: 14 giorni;
  • fra sangue intero e plasma: un mese;
  • fra due piastrinoaferesi: 14 giorni;
  • fra piastrinoaferesi e sangue intero: 14 giorni;
  • fra sangue intero e piastrinoaferesi: un mese.

Il gruppo sanguigno

Il gruppo sanguigno è una caratteristica ereditaria legata a diversi elementi dell'organismo, tra cui i globuli rossi e il plasma. Esistono quattro gruppi sanguigni: A, B, AB e 0. Altra particolarità è il fattore Rh, detto positivo quando è presente (+), negativo quando è assente (-). Queste differenze fanno sì che non sempre il sangue di un Donatore sia utilizzabile per un certo Ricevente. La compatibilità tra i diversi gruppi sanguigni è bene illustrata nella seguente tabella.


Come è evidente, il gruppo 0 Rh negativo identifica il cosiddetto Donatore universale, ossia la persona il cui sangue può essere donato a chiunque. Questa peculiarità rende molto prezioso il sangue di gruppo 0 Rh- perché è quello che viene normalmente utilizzato quando c'è urgenza di effettuare una trasfusione e non si conosce il gruppo sanguigno del Ricevente.


Chi può donare?

Può donare sangue chi non abbia avuto malattie in epoca recente e che non abbia sofferto nel passato di particolari affezioni. Basta:
  • godere di buona salute;
  • avere un'età compresa tra i 18 e i 65 anni;
  • avere un peso di almeno 50 kg;
  • avere una pressione arteriosa: tra 110 e 180 mm di mercurio (sistologica o massima), tra 60 e 100 mm di mercurio (diastolica o minima);
  • non aver avuto e non correre il rischio di contrarre malattie virali, come epatiti o AIDS;
  • essere ritenuti idonei dai medici delle strutture trasfusionali.
È preferibile donare il sangue dopo almeno 8 ore di digiuno. Al massimo è talvolta ammessa una leggera colazione (no ai cibi solidi e al latte). È consigliata una cena senza eccessi alimentari la sera precedente; fumo e alcol sono da evitare. Dopo la donazione viene normalmente offerta una colazione stesso nella struttura del Centro Trasfusionale.
Esiste una procedura di selezione del Donatore (compilazione del questionario, visita medica con anamnesi ed esame obiettivo, accertamento dei requisiti fisici e laboratoristici) e una procedura di validazione biologica dell'unità donata (cioè l’autorizzazione ad essere trasfusa). L'obbiettivo principale è la tutela della salute del Donatore e la sicurezza di chi riceve il sangue. A questo scopo è importante che:
  • il Donatore legga e compili con attenzione e senso di responsabilità il questionario ponendo al personale sanitario eventuali dubbi o chiarimenti;
  • il medico valuti con attenzione lo stato di salute del donatore attraverso il colloquio e la visita e con l'esecuzione degli esami ematochimici e strumentali che riterrà utili.
Il questionario contiene domande relative ad alcuni aspetti molto personali delle abitudini di vita (rapporti sessuali a rischio, uso di sostanze stupefacenti). Tali domande sono molto importanti e necessitano di risposte estremamente veritiere. Esse non vengono poste con l'intento di invadere la vita privata e il diritto alla riservatezza del Donatore, ma per garantire una maggiore sicurezza trasfusionale.


Esenzione dal lavoro

Ai donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente, ovvero interessati dalle tipologie contrattuali di cui al d. lgs. 10 settembre 2003, n. 276, si dà diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa.